Cymbidium

Charly Brown - Brown
Green Noah - Verde
Purple Royal Power
Viola
Red Dream - Rosso
Skyscraper - Rosa
Snow White - Bianco
Yellow Rijsenhout - Giallo

Cymbidium Sw., 1799 è un genere di piante della famiglia delle Orchidaceae che comprende oltre ottanta specie provenienti perlopiù dall’Asia orientale (in prevalenza Cina e India) ma anche dall’Africa e dall’Australia.

Il nome Cymbidium deriva dalla parola greca kumbos (cavità) e si riferisce alla forma particolare del labello.

DESCRIZIONE

Si tratta di piante epifite, semi-epifite o terrestri, a sviluppo simpodiale, dotate cioè di più apici vegetativi che permettono alla pianta di crescere orizzontalmente. Sono Orchidaceae provviste di pseudobulbi da cui si dipartono foglie nastriformi e consistenti, lunghe fino sessanta centimetri, di colore variabile nelle sfumature del verde acceso. Gli steli floreali, eretti o ricadenti, appaiono più frequentemente in inverno dai nuovi pseudobulbi e possono raggiungere una lunghezza di un metro e portare fino a 20 grandi fiori, molto decorativi e duraturi, con tonalità che spaziano dal bianco al rosso, dal giallo-crema al marrone, non comprendendo comunque blu e nero. Essi sono caratterizzati da sepali e petali, quasi sempre della stessa lunghezza, di forma lineare o lanceolata e da un labello trilobato, variopinto sulla parte superiore e rialzato nei lobi laterali. L’apparato radicale è di buona norma folto e ben accestito. Le radici carnose e delicate assumono se sane un colorito biancastro e possono presentare ramificazioni.

COLTIVAZIONE

I Cymbidium crescono al meglio a temperature fresche, intorno ai 15-18 °C, ma sono capaci di adattarsi anche a temperature molto superiori, anche oltre i 30 °C, purché venga assicurata una buona umidità ambientale e una buona ventilazione. Nei climi miti è possibile coltivare queste piante all’aperto in una posizione ben riparata. Queste piante amano una luminosità molto intensa e giovano pure delle posizioni esposte alla luce solare diretta, seppur per breve tempo e non nei periodi di massima intensità. Le radici non tollerano che il substrato rimanga completamente secco troppo a lungo, è buona norma quindi innaffiare regolarmente con acqua demineralizzata, in estate bisogna bagnare prima che il substrato asciughi completamente mentre in inverno è buona norma farlo asciugare appena per scongiurare attacchi crittogamici. Durante l’attività vegetativa si può somministrare dopo l’innaffiatura del buon concime NPK bilanciato dopo l’innaffiatura, diluendo le dosi indicate sulle confezioni.

L’apparato radicale, in genere molto fitto, ha bisogno di un’abbondante ossigenazione e richiede quindi un’elevata porosità del terreno e un buon drenaggio atti a evitare pericolose asfissie radicali dovute a ristagni idrici persistenti che portano con sé quasi sempre marciumi e, se uniti a un’umidità ambientale stagnante, il virus del Mosaico del Cymbidium. Queste patologie sono molto spesso causa di morte nelle piante coltivate.

Se ben coltivate queste piante possono fiorire meravigliosamente e molto abbondantemente ogni inverno. Per fiorire è importante che le piante (anche se coltivate in appartamento) vengano esposte ad un periodo di temperatura notturna intorno ai 10 °C prima dell’arrivo dei primi freddi autunnali. Questa condizione è necessaria per tutto il tempo dell’apertura dei boccioli fiorali: un cambio di temperatura repentino provoca quasi sempre la caduta dei boccioli.

Il rinvaso va eseguito quando le radici hanno completamente riempito il vaso e quando la pianta è cresciuta talmente tanto da non avere ulteriore spazio per nuovi pseudobulbi. Si può procedere al rinvaso anche per sostituire il vecchio substrato nel caso in cui quest’ultimo sia di scarsissima qualità o sia infestato da insetti parassiti o muffe. In tutti gli altri casi è consigliabile tenere le piante in contenitori stretti e anche quando si rinvasa occorre scegliere un nuovo vaso più grande solo di una o due misure, colmando gli spazi vuoti con del substrato inerte leggero e a grossa pezzatura, come il bark (le scaglie di corteccia trattata per orchidee), perlite e argilla espansa. Nell’eseguire il rinvaso, occorre sostituire il più possibile del vecchio substrato stando molto attenti a non danneggiare le radici sane ma eliminando quelle morte con strumenti ben puliti.